Archivio articoli taggati ‘VIII Municipio’
I residenti contro le speculazioni edilizie autorizzate dal Comune su Grotte Celoni e Casale Cesaroni
ROMA- I Comitati di quartiere Villa Verde, Villaggio Breda, Fontana Candida e Gaia Domus (VIII Municipio) da due anni si stanno opponendo ai Piani di Zona edilizi Grotte Celoni e Casale Cesaroni che prevedono la costruzione di complessivi mc. 331.514, edificando palazzi di 6 piani di altezza. In pratica 1.200 appartamenti per circa 60 palazzi.
“ Le aree dove si intende edificare- hanno spiegato- di dichiarato pregio paesaggistico e di importante interesse archeologico, sono situate all’interno dei quartieri Villaggio Breda, Villa verde e Gaia Domus , quartieri residenziali dove tutte le abitazioni sono di due o tre piani.
Nel 1939 quando venne costruito il Villaggio Breda, vicino all’omonima fabbrica militare, la preoccupazione principale del progettista (Arch. Roberto Nicolini) fu quella del rispetto del paesaggio, della vita sociale, della integrazione degli abitanti.
Così nel tempo i quartieri limitrofi hanno mantenuto questo rispetto, a volte per la sana visione del privato che costruiva, come nell’era dell’abusivismo, successivamente grazie alle norme edilizie che prevedono per queste aree un indice di edificabilità molto basso.
Le aree verdi oggetto della suddetta edificazione passarono in poco tempo da terreno agricolo ad aree di riserva e successivamente, la notte prima dell’approvazione nel PRG. in edificabili.
Questi Piani di Zona nascono nel 2007 come piani di edilizia 167, successivamente approvati dal Comune di Roma – anche se l’ VIII Municipio votò a maggioranza contro.. Tali Piani prevedevano una cubatura totale di mc. 218.000”.
I comitati sopra menzionati contestarono fortemente questa dimensione di edificazione e con successiva delibera l’Amministrazione Comunale la ridusse di mc 23.000 fissandola in via definitiva in mc.195.000 con palazzine che prevedevano abitazioni di 3-4 piani.
“La Giunta Alemanno nel 2010- proseguono- presumiamo su pressione del proprietario dei terreni e dei costruttori, decise di densificare questi Piani di Zona e li incrementò del 70% quindi il piano di Zona Grotte Celoni passa da 163.000 mc a 276.000 mc, mentre Casale Cesaroni passa da 32.000 mc a 56.000 mc. In merito poi alla destinazione dei piani, in base alla legge 167, si evidenzia che vengono totalmente stravolti in quanto l’edilizia sovvenzionata ( Ater) sparisce subito in quanto il Comune non ha risorse finanziarie, la convenzionata, che prefigura un contributo della Regione Lazio, non si sa che fine farà in quanto gli stanziamenti previsti non sono al momento disponibili (destinati ad altre finalità ?) per cui si penserebbe ad un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti ma questa modalità non sarebbe in linea con la 167. Rimane in piedi soltanto l’edilizia privata che ha assunto quote notevoli arrivando ad oltre il 40% della cubatura autorizzata.( di norma è massimo un 20%, ma questa non è speculazione?) La cosa assurda è che il Comune si è preoccupato di costruire più case ma non ha pensato affatto alle infrastrutture stradali , alla viabilità, ai servizi.
In realtà va a creare un insediamento di 6.000 abitanti in un contesto, quello preesistente, dove non ci sono strade di grande scorrimento, dove per raggiungere la Casilina si passa per vie strette e tortuose, dove mancano servizi di ogni genere”.
Fin dall’inizio i Comitati di quartiere in questione hanno tentato di aprire un confronto con il sindaco, con gli assessori competenti, con i presidenti delle Commissioni preposte all’urbanistica, LL.PP. ecc. ma è stato come andare incontro ad un muro di gomma.
“Gli interessi economici prima di tutto- concludono indignati-il rispetto dell’ambiente e del paesaggio, la vita migliore dei cittadini,non contano nulla! Vale solo il denaro!! Da tempo stiamo valutando qualsiasi iniziativa che possa darci la possibilità di infrangere questa totale indifferenza dell’Amministrazione, abbiamo fatto delle assemblee cittadine, abbiamo fatto degli interventi in Consiglio Comunale, infine abbiamo presentato ricorso al TAR.
Siamo cittadini che si preoccupano di vivere in una città più a dimensione umana, ma i politici e gli amministratori sembrano avere altri interessi rispetto a coloro che li hanno votati e delegati a rappresentarli”.
ROMA- I Comitati di quartiere Villa Verde, Villaggio Breda, Fontana Candida e Gaia Domus (VIII Municipio) da due anni si stanno opponendo ai Piani di Zona edilizi Grotte Celoni e Casale Cesaroni che prevedono la costruzione di complessivi mc. 331.514, edificando palazzi di 6 piani di altezza. In pratica 1.200 appartamenti per circa 60 palazzi. [...]
- 7 febbraio 2012
- Cronaca, Politica, Roma Centro
- Redazione
Casa Calda: continua la battaglia contro la speculazione edilizia
ROMA- La Presidenza del Municipio VII convoca il 26 Gennaio 2012 alle ore 18.00 presso il Centro anziani di Casa Calda un’assemblea pubblica con i cittadini del VII e VIII Municipio per protestare contro il Piano edilizio approvato dal Comune di Roma.
All’assemblea è prevista anche la partecipazione dell’assessore all’urbanistica Marco Corsini e il Presidente del Municipio Roma VIII Massimiliano Lorenzotti.
L’iniziativa, che segue di alcune settimane la bocciatura del piano edilizio da parte della Giunta Mastrantonio, vuole essere un momento di partecipazione popolare.
Il Municipio VII è impegnato in prima linea da più di un mese per fermare l’ennesimo scempio ai danni di un tratto di Agro Romano, nei pressi dell’Acquedotto Alessandrino, tra i più interessanti dal punto di vista ambientale e archeologico del quadrante est della città di Roma.
Nel corso dell’Assemblea pubblica sarà promossa un’iniziativa di mobilitazione per cambiare la politica urbanistica della capitale promossa dal coordinamento per la difesa area verde e altri movimenti presenti nella periferia romana.
ROMA- La Presidenza del Municipio VII convoca il 26 Gennaio 2012 alle ore 18.00 presso il Centro anziani di Casa Calda un’assemblea pubblica con i cittadini del VII e VIII Municipio per protestare contro il Piano edilizio approvato dal Comune di Roma. All’assemblea è prevista anche la partecipazione dell’assessore all’urbanistica Marco Corsini e il Presidente [...]
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- 24 gennaio 2012
- Cronaca, Politica, Roma Centro
- Redazione
Sicurezza: tagli alle forze dell’ordine e assenza di soluzioni adeguate effetto boomerang per il Sindaco Alemanno
ROMA- Si torna a parlare dell’allarme sicurezza, un tema che vede ormai giornalmente fatti gravi di cronaca, ma che non è più indice di degrado delle periferie, ma ne è investita tutta la metropoli romana.
A Roma, solo nel 2011, ci sono stati ben 33 omicidi, per non contare poi rapine, scippi e furti.
Nel 2008 il Sindaco Alemanno vinse la sua campagna elettorale proprio partendo da un “super piano della sicurezza”, ma evidentemente una gestione scadente del suo operato e i numerosi tagli varati dal Governo Berlusconi sulle forze dell’ordine (circa 60 milioni di euro tra Polizia di Stato e Carabinieri) ha reso possibile l’incremento e un totale fuori controllo della criminalità, rilevandosi come effetto boomerang per il Sindaco Alemanno.
Tornando nel nostro territorio, nel quartiere Finocchio-Borghesiana i residenti denunciano un aumento delle rapine, presi di mira soprattutto supermercati e tabaccherie, ma altro dato allarmante è il diffondersi di aggressioni e scippi come è successo ultimamente ad alcuni ragazzi in via di Fontana Candida. Inoltre sotto tiro della delinquenza c’è anche la “Collina della Pace”, un meraviglioso giardino pubblico al quale negli ultimi anni è stata eliminata la sorveglianza con la conseguenza del verificarsi, sempre più frequente, di atti vandalici.
Il Sindaco Alemanno in risposta alle denunce arrivate dai residenti della zona, in occasione di un’assemblea pubblica tenutasi lo scorso novembre nella scuola “Domenico Savio”, è quella di una postazione mobile che sosterà nei vari quartieri di Roma per consentire di raccogliere istanze, suggerimenti, critiche ed osservazioni dei romani sulla sicurezza un totale di 39 tappe che vedrà protagonista l’VIII Municipio verso fine gennaio.
Auspichiamo che nel prossimo futuro il nostro Sindaco, oltre ad attuare progetti di raccolta di informazioni, intervenga concretamente ed efficacemente sul tessuto sociale al fine di garantire ai romani qualità della vita, relazioni sociali ed esercizio dei diritti di libertà.
Stefania Cappucci
ROMA- Si torna a parlare dell’allarme sicurezza, un tema che vede ormai giornalmente fatti gravi di cronaca, ma che non è più indice di degrado delle periferie, ma ne è investita tutta la metropoli romana. A Roma, solo nel 2011, ci sono stati ben 33 omicidi, per non contare poi rapine, scippi e furti. Nel [...]
- 12 gennaio 2012
- Cronaca, Politica, Roma Centro
- Redazione
Anche Franca Valeri si oppone alla discarica a Corcolle

ROMA- Questa volta a scendere in campo per schierarsi contro la scelta del commissario prefettizio, Giuseppe Pecoraro, di localizzare la nuova discarica (che servirà a sostiutire la vecchia di Malagrotta) nell’agro romano antico, è stata una grande protagonista del teatro italiano, Franca Valeri.
La 91enne attrice ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai ministri Michela Vittoria Brambilla, Stefania Prestigiacomo, Giancarlo Galan e Saverio Romano. La lettera dell’indignatissima attrice milanese, ma romana di adozione, è stata pubblicata, a spese della scrivente, sui maggiori quotidiani nazionali, scatenando subito reazioni e prese di posizione radicali a favore del “no alla discarica”.
L’attrice, senza mezzi termini, definisce con la parola scempio la volontà di creare una discarica nella campagna dell’VIII municipio del Comune di Roma, esattamente nella zona compresa tra il Borgo medievale di San Vittorino e la località Corcolle che, ben nota per numerosi acquedotti romani e tutelata da numerosi vincoli archeologici, paesaggistici e idrogeologici è stata inserita, nella delibera della Giunta regionale del 2008, tra le aree da sottoporre a valorizzazione ambientale, culturale e turistica.
L’area in cui dovrebbe sorgere la discarica della discordia, inoltre, si troverebbe molto vicina (circa settecento metri in linea d’aria) alla fascia di rispetto del sito archeologico nazionale della Villa di Adriano, uno dei tesori italiani inseriti dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità. Ragioni più che sufficienti a creare un nuovo movimento di indignazione contro chi, dovrebbe ma non riesce, a proteggere le ricchezze storico artistiche del paese.
ROMA- Questa volta a scendere in campo per schierarsi contro la scelta del commissario prefettizio, Giuseppe Pecoraro, di localizzare la nuova discarica (che servirà a sostiutire la vecchia di Malagrotta) nell’agro romano antico, è stata una grande protagonista del teatro italiano, Franca Valeri. La 91enne attrice ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio [...]
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- 28 ottobre 2011
- Roma Centro, Spettacolo
- Redazione
Assistenza domiciliare, al via la riforma
ROMA- Preceduta dalla recente approvazione in Giunta del Piano Regolatore Sociale, parte la riforma dell’assistenza domiciliare prestata da Roma Capitale ad anziani e disabili. Le novità, sostanziali (si potranno assistere 1.700 persone, a costi invariati), sono state illustrate nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini dal sindaco Gianni Alemanno, dal vicesindaco – e assessore alle Politiche sociali – Sveva Belviso, dal presidente della Commissione Politiche sociali Giordano Tredicine e dal delegato alle Politiche per la disabilità, Antonio Guidi.
Gli elementi salienti della riforma: abbattimento del 30% delle liste d’attesa, più assistiti (1.700, come detto qui sopra), introduzione dei “costi standard” per i servizi (così da uniformare i costi dell’assistenza nei diversi Municipi), nuove forme di cura come le terapie di gruppo, registro unico cittadino per gli operatori. Il tutto, come si diceva, senza aumento di spesa.
La riforma, approvata il 12 ottobre dalla Giunta come nodo tra i principali del nuovo Piano Regolatore Sociale, riguarda sia l’assistenza ai disabili (in sigla SAISH) che quella agli anziani (SAISA). Viene applicata in forma sperimentale in quattro Municipi (II, IV, VIII e XIII) per poi essere estesa all’intero territorio capitolino dal 1° marzo 2012.
Gli obiettivi: più equità sociale, grazie all’introduzione del “bisogno” quale unico misuratore di priorità degli interventi; procedure omogenee per la presa in carico degli assistiti; interventi più “flessibili” (introducendo forme di assistenza indiretta); maggiore controllo e programmabilità della spesa (con il criterio dei costi standard); liste d’attesa più corte grazie alla maggiore efficienza del sistema; valorizzazione del lavoro dei Municipi; più stabilità per il lavoro degli operatori, “controllo di qualità” e “tracciabilità” degli interventi.
Fondamentale, nell’impianto della riforma, l’introduzione dei costi standard: il Campidoglio – spiega l’Assessorato alle Politiche sociali – spende annualmente 64 milioni di euro per assistere 8.512 cittadini. Il dettaglio delle uscite: 21 milioni per l’assistenza domiciliare di 4.025 anziani, 43 milioni per 4.487 disabili. La spesa media annua è di 9.583 euro pro capite per i disabili (SAISH) e di 5.217 per gli anziani (SAISA), la lista d’attesa è di 5.377 utenti (1.702 per il SAISH, 3.675 per il SAISA).

Questi i numeri in media globale. Ma i diversi Municipi non spendono le stesse cifre: data, ad esempio, la media di circa 9.500 euro di spesa annua per ciascun disabile assistito, il I Municipio ne impegna 16 mila, il VI seimila. Sul terreno dell’assistenza agli anziani, a fronte della media di circa 5.200 euro il III Municipio spende ogni anno 9.500 euro, il XII 2.800. Suddividendo le risorse complessive in modo più equilibrato, grazie al criterio dei costi standard, si potrà contare su un budget aggiuntivo di circa 15 milioni, con i quali si potranno assistere più anziani (previsione, +31,5%) e più disabili (+28%) – totale, le 1.700 persone in più di cui si è già detto – e le liste d’attesa potranno assottigliarsi del 30 per cento.
La revisione del sistema prevede poi la scelta tra assistenza diretta e indiretta, la prima per i bisogni primari (di aiuto alla persona), l’altra per i cosiddetti “servizi di prossimità”. Per problemi di piccola entità e lievi disagi, inoltre, è in programma la novità delle “terapie di gruppo”: un operatore per più persone e non più esclusivamente, com’è accaduto fino ad oggi, per un solo utente. Nel contempo, con la riforma gli anziani potranno chiedere al Campidoglio un contributo per pagare la badante.
Infine, il versante della qualità del servizio. Anche qui le novità non sono poche: formazione continua per gli operatori e nuova procedura di accreditamento per gli enti che, operando in questo settore, intendono lavorare con Roma Capitale. Verrà dunque creato un registro unico cittadino, al posto degli elenchi su scala municipale. Per verificare la bontà del servizio di assistenza, poi, saranno dati dei palmari in dotazione agli operatori: attraverso i palmari, i familiari degli assistiti – inserendo un apposito codice – potranno comunicare e anche registrare la loro valutazione del servizio reso.
La riforma, come accennato qui sopra, è partita sperimentalmente il 1° ottobre nei Municipi II, IV, VIII e XIII. Questo il percorso previsto: attualmente i Municipi “pilota” compiono un’indagine sui bisogni degli utenti (sia in carico che in attesa), per determinare i piani d’intervento individuale e costituire le unità di assistenza. Verranno quindi affidati i servizi e, nel frattempo, gli altri Municipi saranno chiamati a verificare richieste e bisogni di assistenza sui propri territori.
La sperimentazione termina il 31 gennaio 2012. A seguire, si riunirà una speciale commissione formata da tutti gli attori in campo (Municipi, Dipartimento Servizi sociali, rappresentanti dei cittadini assistiti, sindacati, centrali cooperative) per verificare il funzionamento del nuovo sistema e apportare eventuali modifiche. Il 1° marzo, quindi, si parte sull’intero territorio romano.
“Questa riforma”, ha detto il sindaco Alemanno, “non serve a ridurre la spesa complessiva per il sociale, che resterà invariata, ma a ridurre le liste d’attesa e a rendere il servizio più efficiente. L’assistenza domiciliare è alla base dell’integrazione socio-sanitaria, obiettivo prioritario per l’Amministrazione”. Un nuovo sistema, ha poi sottolineato il vicesindaco Sveva Belviso, “che non viene calato dall’alto ma nasce da un percorso di condivisione con le realtà locali”.
ROMA- Preceduta dalla recente approvazione in Giunta del Piano Regolatore Sociale, parte la riforma dell’assistenza domiciliare prestata da Roma Capitale ad anziani e disabili. Le novità, sostanziali (si potranno assistere 1.700 persone, a costi invariati), sono state illustrate nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini dal sindaco Gianni Alemanno, dal vicesindaco – e assessore [...]
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- 16 ottobre 2011
- Roma Centro, Sociale
- Redazione
