Archivio articoli taggati ‘Presidente della Repubblica’

Nomina Commissario Straordinario e Sub Commissari della Provincia di Rieti

RIETI- A seguito dello scioglimento del Consiglio Provinciale Il Presidente della Repubblica con Decreto del 12 febbraio 2013 ha nominato il Sig. Giancarlo Felici Commissario Straordinario per la Provincia di Rieti

Con Decreto Prefettizio n. 5863 del 18 febbraio 2013 sono state nominate in qualità di Sub Commissari la d.ssa Palma Lucia Raffaella -Viceprefetto
la d.ssa Basile Dolores Anna Vanda – Dirigente Servizio Contabilità e gestione finanaziaria.

RIETI- A seguito dello scioglimento del Consiglio Provinciale Il Presidente della Repubblica con Decreto del 12 febbraio 2013 ha nominato il Sig. Giancarlo Felici Commissario Straordinario per la Provincia di Rieti Con Decreto Prefettizio n. 5863 del 18 febbraio 2013 sono state nominate in qualità di Sub Commissari la d.ssa Palma Lucia Raffaella -Viceprefetto la [...]

Continua a Leggere Nomina Commissario Straordinario e Sub Commissari della Provincia di Rieti

Solidarietà, sabato 9 la XIII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco

ROMA- Nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, sabato 9 febbraio, si può acquistare un farmaco per automedicazione da donare a chi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 173 mila di persone, secondo i dati ISTAT 2011).
Si tratta dell’iniziativa, oggi alla XIII edizione, organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con Federfarma: in 3.200 farmacie distribuite in 85 province e in più di 1.200 comuni, per tutta la giornata di sabato oltre 12mila volontari spiegheranno l’iniziativa ai cittadini e gli stessi farmacisti consiglieranno il tipo di medicinale più adatto, in base alle caratteristiche ed esigenze degli enti di assistenza destinatari della raccolta.
Sono attualmente 1.449 gli enti assistenziali convenzionati con il Banco Farmaceutico in tutta Italia e circa 500.000 le persone che quotidianamente vengono seguite. In 12 anni sono state raccolte oltre 2.700.000 confezioni di farmaci per un valore di circa 17 milioni di euro.
Per trovare l’elenco delle farmacie di Roma aderenti all’iniziativa è attivo anche il numero verde 800587793.
Roma Capitale – assessorato alle Politiche Sociali – aderisce all’iniziativa con la rete delle farmacie Farmacap che sosterranno la raccolta.
La Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e grazie al sostegno di ANIFA (Associazione nazionale delle industrie farmaceutiche dell’automedicazione) e dei farmacisti che aderiscono all’iniziativa.

ROMA- Nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, sabato 9 febbraio, si può acquistare un farmaco per automedicazione da donare a chi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 173 mila di persone, secondo i dati ISTAT 2011). Si tratta dell’iniziativa, oggi alla XIII edizione, organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione [...]

Continua a Leggere Solidarietà, sabato 9 la XIII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco

E il settimo angelo suonò


“Una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.” (Apocalisse 4,1)

ROMA- Ha avuto un grandissimo succeso di pubblico il concerto di musica sacra “E il settimo angelo suonò” che ha racchiuso per la prima volta i più celebru Dies irae di ogni tempo, tenuto dall’orchestra e coro della Filarmonica Prenestina, diretti dal maestro Claudio Strinati nella suggestiva basilica romana di San Pietro in Vincoli, un progetto di Giulia Pasquazi Berliri, coadiuvata da Peter Glidewell. Con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitato che ha conferito una medaglia di rappresentanza all’evento.
Il Dies irae è una celebre sequenza in lingua latina attribuita a frà Tommaso da Celano, discepolo di San Francesco, ed è una composizione poetica medievale fra le più riuscite.
Quest’inno rappresenta una innovazione stilistica rispetto al latino classico: il ritmo è accentuativo e non quantitativo, i versi sono composti con rima baciata – ad eccezione delle ultime due strofe – ed il metro è trocaico.
Il Dies irae è un richiamo potente al Giudizio finale, al quale nessuno potrà sottrarsi. Questo canto liturgico, inserito nella Messa di rito romano per i defunti (il Requiem) descrive la fine dei tempi e il gran giorno: l’ultima tromba che raccoglie le anime davanti al trono di Dio, dove i buoni saranno salvati e i malvagi condannati al fuoco eterno.

Le novità, i ritmi incalzanti del vivere quotidiano, le difficoltà come le angustie che scandiscono l’esistenza di ciascuno – senza differenze o privilegi di sorta – portano con sé un orizzonte infinito di sentimenti, di vedute, di esperienze. Il nostro tempo si nutre, è permeato di tutto questo, forse anche troppo. Il rischio è quello di superare i confini razionali e di abbandonarsi ad un gioco senza ritorno. Per questo servono idee chiare, precise, dinamiche. E così ragionando si è pensato di ritornare all’essenziale, al pratico, al bisogno di impegnarsi e alla voglia di fare ciò che non è ancora stato fatto.

“Ecco allora che si è voluto organizzare un evento di musica sacra “inedito”- hanno spiegato gli organizzatori- intendendo con questo termine il non poter essere catalogabile fra le esecuzioni classiche, perchè questo concerto costituisce una vera e propria antologia monotematica di brani che, attraverso circa sette secoli, offre all’ascoltatore una percezione chiara di cambi di tonalità, modulazioni e criteri melodici differenti. In un unico concerto questi brani, a tutt’oggi, non sono mai stati eseguiti e, l’unicità del progetto, consta proprio nel dimostrare che si possono superare le difficoltà che un coro ed un’orchestra hanno nell’affrontare cambi così repentini di stile di esecuzione nell’ambito di un’unica rappresentazione.
Il “Requiem” rappresenta per ogni compositore il momento più alto della sua “produzione musicale” e il Dies irae è senz’altro un passaggio di grande pathos. La sensazione che il Giudizio universale sia un evento inevitabile, e anzi quasi prossimo, viene rafforzata nel testo, e quindi dal coro, dall’uso di alcune forme verbali; la più importante di queste forme è il participio futuro, con cui la lingua latina suggerisce l’imminenza di un’azione o la sua inevitabilità («est futurus» ed «est venturus» sono , infatti, espressioni semanticamente assai più dense dei corrispondenti futuri semplici «erit» e «veniet»). Il latino di questo testo è, comunque, nel suo complesso molto semplice e caratterizzato da una scelta lessicale essenziale.

Il Dies irae ha una straordinaria importanza religiosa e culturale (il fatto che sia inserito nella Messa da Requiem lo rende ad esempio un testo importantissimo anche per la Storia della Musica). Il Dies Irae è scritto su tetragramma, che è un rigo musicale formato da quattro linee che fu introdotto da Guido d’Arezzo. Il Dies Irae originale era “monofonico”, come se a cantare fosse un’unica persona, mentre a partire dal XV secolo il Dies Irae cominciò ad essere trattato in modo “polifonico” e il primo Dies Irae polifonico conosciuto è stato scritto da Antoine Brumel (1460 – 1520), compositore franco-fiammingo.
Gli squilli di trombe che animano le partiture sono simili a quelli che si sentono quando si fanno entrare personaggi di un “certo livello”, un esempio fra tutti la Marcia trionfale dell’Aida per il ritorno vittorioso di Radamès….Le trombe chiamano all’adunata generale, una sorta di appello al quale non si può restare, anche solo musicalmente, indifferenti.

Ecco allora che questo Concerto, se da un lato segna un cambiamento rispetto alle proposte musicali che di norma si portano all’attenzione del pubblico, dall’altro indica una condizione, un impegno, una norma che ciascuno di noi scopre e ritrova nel suo intimo: un presente rivolto al futuro, una finestra aperta sull’eternità. Tuttavia, se è vero che in San Francesco la possibilità che l’uomo si salvi sembra collegarsi anche alla sua opera, alla sua capacità di conformarsi al volere divino («beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, / ka la morte secunda no ‘l farrà male», vv. 30-31) è altrettanto vero che in questo testo, da molti attribuito a Tommaso da Celano, la salvezza appare legata soltanto all’imperscrutabile disegno divino («qui salvandos salvas gratis», v. 23), mentre l’indegnità dell’uomo viene più volte sottolineata con accenti assai più cupi di quelli usati dal Santo”.

PROGRAMMA ESEGUITO NELLA SERATA

Antonín Leopold Dvorák (1841-1904)
dal Requiem op. 89

Heinrich Ignaz Franz Biber (1644-1704)
dal Requiem in Fa minore

Antonio Salieri (1750-1825)
dal Requiem in Do minore

Domenico Gaetano Maria Donizetti (1797-1848)
dalla Messa di Requiem in Re minore
per la morte di Vincenzo Bellini

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
dalla Messa di Requiem in Re minore K626

Giuseppe Verdi (1813-1901)
dalla Messa di Requiem per Alessandro Manzoni

Franz von Suppé (1819-1895)
dal Requiem della Missa pro defunctis

Luigi Maria Cherubini (1760-1842)
dal Requiem in Do minore

Joseph Anton Bruckner (1824-1896)
dal Requiem in Re minore WAB 39

Hector Berlioz (1803-1869)
dal Requiem della Grande Messe des morts

“Una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.” (Apocalisse 4,1) ROMA- Ha avuto un grandissimo succeso di pubblico il concerto di musica sacra “E il settimo angelo suonò” che ha racchiuso per la prima volta [...]

Continua a Leggere E il settimo angelo suonò

Assegnato il Premio Nazionale per i Diritti Umani “Maria Rita Saulle”


ROMA-“Il principio di non-refulement” è il titolo della tesi vincitrice della IV edizione del premio nazionale per i diritti umani “Maria Rita Saulle”. oltre a Giorgia Ficorilli, prima classificata, altri due lavori, di Caterina Quadrio ed Eugenia Porro, sono stati ritenuti meritevoli di pubblicazioni. “Nazione e minoranze nazionali negli ordinamenti degli stati successori della Jugoslavia” e “La violenza domestica sulle donne: studio di caso in Italia e Polonia”, sono i titoli delle tesi rispettivamente di Caterina Quadrio ed eugenia porro i cui estratti saranno pubblicati sul I numero del 2013 della “Rivista di studi politici”.
Con la prolusione del Giuseppe Tesauro, giudice della Corte Costituzionale e presidente della Commissione Giudicante, si è aperta la cerimonia di assegnazione del Premio Nazionale per i Diritti Umani “Maria Rita Saulle”. Alla vincitrice Giorgia Ficorilli è stato consegnato l’assegno di 3.500,00, la pubblicazione del volume e una targa ricordo. Un’opera, realizzata in esclusiva, dal maestro Gennaro Sguro, è stata assegnata ai tre destinari del Riconoscimento Speciale: Louis Godart, consulente del Presidente della Repubblica per la Conservazione del patrimonio artistico, Ordinario di filologia dell’Università “Federico II” di Napoli; Laura Boldrini, portavoce dell’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Francesco Pittau, studioso del fenomeno migratorio e coordinatore del “Dossier Statistico Immigrazione”, curato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes.
All’evento sono intervenuti: il senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e Gianni Letta. Alla cerimonia ha partecipato la senatrice Maria Pia Garavaglia, Monsignor Gianfranco Basti, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontifica Università Lateranense, i componenti della Commssione Giudicante e i membri del Cda dell’Istituto.

ROMA-“Il principio di non-refulement” è il titolo della tesi vincitrice della IV edizione del premio nazionale per i diritti umani “Maria Rita Saulle”. oltre a Giorgia Ficorilli, prima classificata, altri due lavori, di Caterina Quadrio ed Eugenia Porro, sono stati ritenuti meritevoli di pubblicazioni. “Nazione e minoranze nazionali negli ordinamenti degli stati successori della Jugoslavia” [...]

Continua a Leggere Assegnato il Premio Nazionale per i Diritti Umani “Maria Rita Saulle”

Con Napolitano e Zingaretti apre al pubblico Villa Altieri, nuovo ‘Palazzo delle Culture e della Memoria storica della Provincia di Roma’


ROMA- Dopo un accurato lavoro di recupero dei suoi caratteri architettonici e di restauro e riqualificazione funzionale dei suoi spazi interni, Villa Altieri viene oggi restituita all’uso pubblico con l’inaugurazione della nuova sede del ‘Centro Pio Rajna’, dell’Archivio Storico e della Biblioteca della Provincia di Roma, che si trovano all’interno dello storico palazzo.
A visitare la struttura in occasione dell’inaugurazione dei locali restaurati della Villa: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accompagnato dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, da Sua Eminenza il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e presidente della Casa di Dante di Roma e dal Professor Enrico Malato, Presidente del Centro ‘Pio Rajna’.
I lavori di rifinitura del Palazzo, che metteranno fine alle operazioni di restauro, si concluderanno nei prossimi sei mesi e la storica Villa – sita in Viale Manzoni 47 – diventerà il nuovo ‘Palazzo delle Culture e della Memoria Storica della Provincia di Roma’.
Un progetto che punta a fare della villa seicentesca un nuovo spazio pubblico di cultura, incontro e produzione culturale, in un quadrante fondamentale di Roma, caratterizzato dall’inserimento nel quartiere multietnico dell’Esquilino e dalla vicinanza dell’Università “La Sapienza”.
Elegante residenza suburbana della famiglia Altieri, in una zona di Roma caratterizzata ancora nel Seicento da orti e giardini, la Villa, il cui nucleo fondamentale fu sviluppato su progetto dell’architetto Giovan Antonio De Rossi nel corso del XVII secolo, era famosa soprattutto per la sua collezione di antichità, ma fu successivamente abbandonata e consegnata a un lungo declino, con una rapida serie di passaggi di proprietà, che portarono alla distruzione del giardino, e a successivi utilizzi dell’edificio, tra cui fino alla fine dell’800 riformatorio femminile e poi sede dell’Istituto Santa Dorotea.
Di proprietà della Provincia di Roma a partire dal 1975, Villa Altieri ha ospitato fino al 2009 l’Istituto Professionale Teresa Confalonieri.
All’interno del Palazzo, la nuova sede del “Centro Pio Rajna – Centro Studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica” ospita un fondo librario dantesco composto da circa 22mila volumi, alcuni dei quali manoscritti di assoluto pregio nonché 250 periodici, 5mila opuscoli, circa 1000 diapositive e fotografie, e circa 1000 microfilm. Il centro promuove inoltre le Edizioni Nazionali dei commenti danteschi e le opere di Niccolò Machiavelli e Pietro Aretino.
Ultimata e inaugurata anche la sede dell’Archivio storico e della Biblioteca della Provincia di Roma che permette la consultazione della documentazione e del patrimonio librario raccolto nel corso degli anni dal nostro ente, completamente riorganizzato e reso facilmente fruibile: oltre 10mila volumi moderni e centinaia di testi antichi sulla Storia di Roma e del suo territorio, tra cui stampe di pregio e un’ampia raccolta dell’opera dell’incisore Bartolomeo Pinelli.
Oltre a spazi per incontri, mostre temporanee e conferenze, il Palazzo ospita il patrimonio rimanente della Collezione Archeologica della famiglia Altieri, minuziosamente raccolto, studiato e restaurato che sarà esposto al pubblico nelle sale del palazzo, a testimoniare l’importanza del retaggio artistico e culturale della Villa.
A lavori ultimati il palazzo sarà inoltre sede della Banca della Memoria: un progetto cresciuto in questi anni su iniziativa del Progetto Storia e Memoria della Presidenza della Provincia di Roma, che ha l’obiettivo di costituire un archivio di video interviste realizzate da ragazzi e dedicate alla testimonianza diretta delle storie, dei ricordi e dei racconti delle persone nate prima del 1940.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha affermato: “Questa prestigiosa Villa, dopo anni di oblio, viene trasformata in un contenitore di cultura, memoria e incontro. Queste splendide sale sono state troppo a lungo dimenticate e oggi vogliamo che diventino un luogo aperto alla città, uno spazio pubblico di contaminazione, studio, confronto e scambio dove tradizione, innovazione e ricerca si potranno incontrare”.
“Villa Altieri rinasce – ha aggiunto Zingaretti – in un quadrante territoriale ricco di
connessioni, un connubio tra la ricchezza antica della villa e la ricchezza della vita che la circonda. Questo spazio rappresenta la dimostrazione del buon utilizzo degli investimenti dei fondi pubblici destinati alla cultura, grazie al corretto e al buon funzionamento di questa Amministrazione provinciale e della sua serietà. Abbiamo infatti preservato gli
investimenti strategici per non abbandonare le opere, e fare qualcosa di utile ed importante per la nostra comunità”.

ROMA- Dopo un accurato lavoro di recupero dei suoi caratteri architettonici e di restauro e riqualificazione funzionale dei suoi spazi interni, Villa Altieri viene oggi restituita all’uso pubblico con l’inaugurazione della nuova sede del ‘Centro Pio Rajna’, dell’Archivio Storico e della Biblioteca della Provincia di Roma, che si trovano all’interno dello storico palazzo. A visitare [...]

Continua a Leggere Con Napolitano e Zingaretti apre al pubblico Villa Altieri, nuovo ‘Palazzo delle Culture e della Memoria storica della Provincia di Roma’

Pagina 1 di 512345