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Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile. Sconfitta la Polverini

CORCOLLE/ROMA- La discarica di Corcolle a Roma non si farà più. E dopo Giuseppe Pecoraro, che si è dimesso da commissario per l’emergenza rifiuti a Roma, il governo ha affidato l’incarico a Goffredo Sottile. Si è deciso tutto questa mattina. Prima del Consiglio dei Ministri c’è stato un incontro tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. Poi, a seguito della riunione dell’esecutivo è arrivata la comunicazione ufficiale.
”Con nota di ieri – si legge in una nota di Palazzo Chigi – il Prefetto Giuseppe Pecoraro ha ritenuto di confermare le sue dimissioni dall’incarico di Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma”. Il Consiglio dei Ministri riconosce “al Commissario di aver agito con assoluta correttezza, nel rispetto delle procedure, e con lodevole impegno personale” ma, accantonata l’ipotesi di Corcolle, ricorda “l’estrema urgenza di procedere all’individuazione del sito della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale” e aggiunge avere deciso “di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile”.
La proposta di Corcolle come nuova discarica di Roma era stata sostenuta da Pecoraro, nella sua qualità di commissario straordinario, su nomina del governo Berlusconi. Già un mese fa il ministro dell’ambiente Clini aveva stilato una lista di possibili siti per accogliere le 5000 tonnellate di rifiuti prodotti dalla capitale, da attivare dopo la chiusura di Malagrotta. Corcolle e San Vittorino – due ex cave alle porte di Roma – erano state indicate come non idonee dai tecnici del ministero per l’ambiente. Per Clini il miglior sito era Monte Carnevale, che ha ricevuto, però, un parere negativo dal ministero della Difesa, a causa della presenza nella zona del centro interforze dei servizi di sicurezza.

La palla era ritornata al prefetto Pecoraro, che aveva riproposto la sua scelta dello scorso ottobre, la zona di Corcolle. L’ex cava dista poco più di un chilometro dal muro di cinta della villa di Adriano e – secondo le informazioni raccolte dai comitati – si trova sopra alcune importanti falde acquifere. Nei giorni scorsi la scelta del prefetto di Roma aveva trovato la netta opposizione del ministro per i beni culturali Ornaghi, che ieri a sorpresa si è recato nella zona per un sopralluogo. Clini ieri si era detto convinto sulla possibilità di evitare la realizzazione della nuova discarica nei pressi di villa Adriana. Un governo che oggi appariva diviso prima dell’inizio del consiglio di ministri, che aveva tra i punti all’ordine del giorno la discussione sulla scelta di Pecoraro.
A difendere il prefetto ieri spiccava in prima fila il governatore del Lazio Renata Polverini, che garantiva l’assenza di “problemi ambientali” per la realizzazione della nuova discarica a Corcolle. Ieri in serata era poi arrivata al premier Monti una lettera di Manlio Cerroni, l’imprenditore dei rifiuti che ha ancora oggi mantiene il monopolio della gestione nella capitale: “Oggi il mio dovere è informarla che la discarica di Corcolle, a parte tutte le polemiche, considerazioni e motivazioni, non risolve il problema di Roma – si legge nella lettera di Cerroni – perché Roma ha bisogno di una discarica alternativa a Malagrotta, che sia in grado di ricevere i rifiuti indifferenziati (cioè non trattati) e anche quelli trattati per almeno tre anni”. In sostanza il gestore di Malagrotta ha voluto riproporre il modello romano, basato sulla discarica e sullo sversamento dei rifiuti “non trattati”. Una scelta che si contrappone alle indicazioni europee. Dura la critica arrivata dal governo nei confronti degli enti locali coinvolti nella scelta del nuovo invaso romano.
Secondo la Polverini ”gli esiti dell’odierno Consiglio dei ministri aprono scenari imprevisti e, per certi versi, preoccupanti, rischiando di interrompere un percorso a nostro avviso fruttuoso e concreto che aveva il solo scopo di dare alla Provincia di Roma e a Roma Capitale un sistema di trattamento dei rifiuti integrato degno del Paese e delle istituzioni che rappresentiamo”. Il governatore del Lazio ha poi puntualizzato in una lettera inviata oggi al premier, che “la vicenda della discarica provvisoria quanto quella del sito definitivo è di competenza del Comune di Roma”. E specifica che “la giunta regionale ha posto rimedio, in pochi mesi a mancanze e omissioni compiute da tutti i livelli istituzionali che per legge dovevano occuparsi della materia, come ben sanno tutti coloro che hanno ricoperto ruoli di prestigio e alta amministrazione nei diversi dicasteri interessati negli ultimi decenni”.
In Consiglio dei ministri ha prevalso la tesi di Corrado Clini, che ha evidenziato la “responsabilità cronica delle Amministrazioni competenti non in grado di assumere decisioni adeguate e misure efficaci ad assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di gestione dei rifiuti”. Una critica che era apparsa già chiara durante la conferenza stampa di venti giorni fa, quando il titolare dell’ambiente aveva reso pubblica la lista dei siti alternativi a Corcolle. Subito dopo la decisione del Consiglio dei ministri Giuseppe Pecoraro ha rassegnato le dimissioni da commissario straordinario. Al suo posto il governo ha nominato il prefetto Goffredo Sottile. Per il nuovo commissario la sfida contro il tempo per evitare un’emergenza in stile campano a Roma inizia già dalle prossime ore. La proroga concessa alla discarica di Malagrotta scade a fine giugno e – secondo quanto aveva assicurato il ministro Clini – sarà possibile ottenere un rinvio solo di pochi mesi.
La discarica bocciata sarebbe stato un progetto da 300 milioni di euro l’anno. Pecoraro ne affidò la valutazione a un suo vecchio amico di Palma Campania, Luigi Sorrentino, e a un suo consulente personale: Pietro Moretti della Cidiemme. La risposta positiva arrivò in 24 ore. In questi mesi, Giuseppe Pecoraro ha ottenuto la fiducia del mondo della politica, inclusa quella del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Per mesi ha rilasciato dichiarazioni dalle quali traspariva una situazione di emergenza a Roma, in cui le forze dell’ordine sarebbero state disposte a intervenire: “Siamo in una situazione tipo quella di Napoli – aveva detto- e prenderò provvedimenti contro chi ci farà andare in emergenza”. Pecoraro era stato coinvolto anche nella vicenda della P4 di Bisignani. A leggere l’interrogatorio dei pm al faccendiere, Pecoraro esulava dai suoi compiti di controllo dispensando consigli su parchi giochi in zona Valmontone (Rainbow Magicland) che non si sarebbero dovuti costruire, ma vennero edificati ugualmente in spregio a legge e vincoli: “Il Pecoraro – aveva raccontato Bisignani-, sapendo che ero buon amico di Angelo Rovati mi disse che lo stesso, interessato a tale opera, avrebbe avuto problemi e che lui non avrebbe mai potuto autorizzare l’apertura per problemi di viabilità legati all’Autostrada A1”. (Da “Il Fatto Quotiniano pezzo di Andrea Palladino)
CORCOLLE/ROMA- La discarica di Corcolle a Roma non si farà più. E dopo Giuseppe Pecoraro, che si è dimesso da commissario per l’emergenza rifiuti a Roma, il governo ha affidato l’incarico a Goffredo Sottile. Si è deciso tutto questa mattina. Prima del Consiglio dei Ministri c’è stato un incontro tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. [...]
- 28 maggio 2012
- Cronaca, Lazio - Est, Nord - Est, Politica, Roma Centro
- Redazione
Ad Anzio mare eccellente
ANZIO- Ad Anzio il mare è sempre più blu! L’Arpa Lazio assegna il punteggio massimo al mare di Anzio che viaggia verso la conquista dell’ottava Bandiera Blu. Il Vicesindaco Placidi: “Entro il 2012 raccolta porta a porta su tutto il territorio”
Ad Anzio il mare è sempre più blu! Lo dicono i prelievi dell’Arpa Lazio che ha attribuito il massimo punteggio al mare di Anzio con una “qualità del bagno”, in vista della stagione estiva alle porte, considerata “ECCELLENTE”. Inoltre la Città di Nerone è vicinissima alla conquista dell’ottava Bandiera Blu, con la cerimonia di consegna dell’importante certificazione ambientale prevista, dalla Fee Italia, per lunedì 14 maggio alle ore 11.00, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Il nostro mare – dice il Vicesindaco di Anzio con delega alle Politiche Ambientali, Patrizio Placidi – è stato il più monitorato dall’Arpa Lazio, con ben nove punti di prelievo che hanno registrato tutti il massimo punteggio per la qualità dell’acqua. Ci tengo sempre a ricordare da dove siamo partiti nel 2008 e dove siamo arrivati oggi con una città pulita, curata, ordinata e soprattutto con depuratori e servizi che funzionano grazie all’ottimo lavoro di tutto l’Ufficio Ambiente, ben diretto dall’Ing. Dell’Accio, dell’intero Consiglio Comunale che ha sempre sostenuto l’avvio della raccolta porta a porta, dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Bruschini con il quale voglio condividere questi riconoscimenti che daranno impulso all’intera economia del nostro territorio, alla vigilia di una stagione estiva che inizia nel migliore dei modi”.
Il Programma Bandiera Blu, Eco-label Internazionale per la certificazione della qualità ambientale delle località rivierasche si è affermato ed è attualmente riconosciuto in tutto il Mondo, sia dai turisti che dagli operatori turistici, come un valido eco-label relativamente al turismo sostenibile in località turistiche marine e lacustri. “Bandiera Blu” è condotto dall’organizzazione non-governativa e no-profit “Foundation for Environmental Education” (FEE).
“Nei giorni scorsi – prosegue il Vicesindaco Placidi – abbiamo approvato il
“Se questi importanti riconoscimenti alla Città di Anzio – conclude Placidi – saranno percepiti dai cittadini, dagli albergatori, dalle agenzie di viaggio e dai turisti, lo dovremo esclusivamente al lavoro dei Media che, da sempre, ritengo fondamentali per lo sviluppo di un territorio; per questo estendo la mia personale solidarietà alle due Testate che, durante lo svolgimento del loro lavoro, hanno avuto problemi nell’ultimo Consiglio Comunale”.
ANZIO- Ad Anzio il mare è sempre più blu! L’Arpa Lazio assegna il punteggio massimo al mare di Anzio che viaggia verso la conquista dell’ottava Bandiera Blu. Il Vicesindaco Placidi: “Entro il 2012 raccolta porta a porta su tutto il territorio” Ad Anzio il mare è sempre più blu! Lo dicono i prelievi dell’Arpa Lazio [...]
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- 4 maggio 2012
- Cronaca, Lazio - Sud
- Redazione
Acque minerali: riviste le regole per la commercializzazione
ROMA- Il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre 2011 ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/54/CE, per la revisione del sistema di riconoscimento e di autorizzazione dell’utilizzo delle acque minerali, nell’ottica di una tutela più rigorosa sia della concorrenza, che della salute dei consumatori. Il provvedimento era stato approvato in via preliminare nella seduta del 7 luglio 2011.
Il decreto distingue le acque minerali naturali dalle acque di sorgente.
Acque minerali naturali devono essere considerate le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute .
Si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la conservazione della purezza originaria, per il tenore in minerali, oligoelementi; tali caratteristiche devono essere valutate sul piano geologico , organolettico, fisico-chimico, microbiologico.
I criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali vengono determinati con decreto del Ministro della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità, secondo le prescrizioni tecniche indicate nella direttiva 2009/54/CE .
Sono denominate “acqua di sorgente” le acque destinate al consumo umano, allo stato naturale e imbottigliate alla sorgente, che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengano da una sorgente con una o più emergenze naturali o perforate, le cui caratteristiche sono valutate sulla base di criteri geologici, organolettici, fisici, chimici, microbiologici.
La domanda per ottenere il riconoscimento di un’acqua minerale naturale o di sorgente deve essere inviata al Ministero della salute e deve essere corredata da idonea documentazione, volta a fornire, tra l’altro, tutte le indicazioni sulle caratteristiche dell’acqua, nonché la denominazione della sorgente, la località ove essa sgorga, la denominazione attribuita all’acqua minerale.
Il riconoscimento è richiesto dal titolare di concessione o sub-concessione mineraria o di altro valido titolo rilasciato dalle autorità competenti in base alle disposizioni di legge vigenti in materia. Nel decreto di riconoscimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e comunicato alla Commissione europea, sono riportate tutte le proprietà dell’acqua, le indicazioni e le eventuali controindicazioni che possono essere riportate sulle etichette.
L’utilizzazione di una sorgente d’acqua minerale naturale o di sorgente è subordinata all’autorizzazione regionale, rilasciata dopo accertamento che gli impianti destinati all’utilizzazione siano realizzati in modo da escludere ogni pericolo di inquinamento e da conservare all’acqua le proprietà, corrispondenti alla sua qualificazione, esistenti alla sorgente.
L’autorizzazione è rilasciata a condizione che: la sorgente sia protetta contro ogni pericolo di inquinamento ; le canalizzazioni ed i serbatoi siano realizzati con materiali adatti all’acqua minerale naturale, in modo da impedire qualsiasi modifica chimica, fisico-chimica e batteriologica di tale acqua ; le condizioni di utilizzazione ed in particolare gli impianti di lavaggio e di imbottigliamento soddisfano le esigenze igieniche. In particolare, i recipienti debbono essere trattati o fabbricati in modo da evitare che le caratteristiche batteriologiche e chimiche delle acque minerali naturali vengano alterate; i recipienti, i dispositivi di chiusura debbono essere conformi alle norme vigenti relative ai materiali ed agli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
l’eventuale trattamento dell’acqua corrisponda a quello indicato nel provvedimento di riconoscimento.
Il decreto indica anche quali sono le operazioni consentite, in quanto non modificano le caratteristiche dell’acqua minerale naturale: ad esempio, è consentita l’aggiunta di anidride carbonica; sono vietati i trattamenti di potabilizzazione e l’aggiunta di sostanze battericide o batteriostatiche.
ROMA- Il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre 2011 ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/54/CE, per la revisione del sistema di riconoscimento e di autorizzazione dell’utilizzo delle acque minerali, nell’ottica di una tutela più rigorosa sia della concorrenza, che della salute dei consumatori. Il provvedimento era stato approvato in via preliminare [...]
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- 13 ottobre 2011
- Cronaca, Roma Centro
- Redazione
Cittadini stranieri in Italia: l’integrazione passa per la formazione
I cittadini stranieri di età superiore ai 16 anni che vogliono rimanere nel nostro paese almeno un anno dovranno sottoscrivere l’Accordo di integrazione e la Carta dei valori dello Stato italiano, contestualmente alla richiesta del permesso di soggiorno. L’accordo è articolato per crediti da conseguire attraverso la frequenza di corsi di studio, di formazione professionale, di educazione civica e test sulla lingua italiana. Il regolamento è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 28 luglio.
I cittadini stranieri di età superiore ai 16 anni che vogliono rimanere nel nostro paese almeno un anno dovranno sottoscrivere l’Accordo di integrazione e la Carta dei valori dello Stato italiano, contestualmente alla richiesta del permesso di soggiorno. L’accordo è articolato per crediti da conseguire attraverso la frequenza di corsi di studio, di formazione professionale, [...]
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- 2 agosto 2011
- Roma Centro, Sociale
- Redazione
Con il federalismo fiscale introdotti premi e sanzioni per gli amministratori pubblici
Responsabilità, trasparenza e mandato di fine legislatura, sono i tre elementi su cui ruota il decreto che introduce premi e sanzioni per gli amministratori di regioni, province e comuni. Il provvedimento, l’ottavo e ultimo adottato in attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 28 luglio scorso in via definitiva.
Responsabilità, trasparenza e mandato di fine legislatura, sono i tre elementi su cui ruota il decreto che introduce premi e sanzioni per gli amministratori di regioni, province e comuni. Il provvedimento, l’ottavo e ultimo adottato in attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 28 luglio scorso in [...]
- 2 agosto 2011
- Cronaca, Politica, Roma Centro
- Redazione
