Archivio per luglio, 2012
Ecco la Tangenziale di Subiaco
SUBIACO- Decongestionare il centro storico di Subiaco, unico snodo dei flussi di traffico automobilistico diretti verso Monte Livata, Fiuggi e Roma. Questo l’obiettivo del progetto della tangenziale, ideato per realizzare un collegamento trasversale tra la S.S. 411 “Sublacense” a valle e la strada Subiaco-Cervara a monte.
La sezione della nuova strada, conforme ai requisiti previsti per le strade locali in ambito extraurbano tipo F2, è larga 8,50 metri con corsie di 3,25 metri per ogni senso di marcia e banchine laterali pavimentate di un metro.
Il tracciato è lungo 2050 metri ed è caratterizzato, in relazione all’orografia collinare dell’area, da una serie di curve e rettifili con una pendenza longitudinale massima dell’11%.
Nella costruzione della tangenziale sono state adottate una serie di prescrizioni tecniche per salvaguardare gli equilibri ambientali del territorio attraversato. Previste nelle zone boschive una serie di precauzioni per ridurre l’impatto ambientale come l’uso di terre armate rinverdite nella costruzione delle opere di sostegno, barriere di sicurezza in acciaio corten rivestito di legno e muri in pietra naturale.
Inoltre, sono stati realizzati disoleatori per proteggere i corsi d’acqua da eventuali fuoriuscite improvvise di oli minerali dagli autoveicoli impedendo alle sostanze inquinanti di raggiungere gli alvei naturali. Il ponte sul torrente Mora con una luce di 37,5 metri e una larghezza
di 13.10 metri rappresenta l’elemento di maggiore valore tecnico e ingegneristico dell’intera opera. La struttura si inserisce planimetricamente in un tratto curvilineo a raggio variabile di circa 40 metri. L’impalcato è costituito da 3 travi metalliche affiancate, a doppio T, collegate da controventi orizzontali e diaframmi verticali reticolari in modo da realizzare una sezione a cassone.
La soluzione progettuale individuata, inoltre, ha permesso di evitare la cementificazione dell’alveo e per favorire una naturale
armonizzazione dell’opera con l’ambiente circostante sono state costruite delle scarpate in terra rinverdite con piante del posto in corrispondenza delle spalle del ponte. Per aumentare il livello di sicurezza, si è provveduto a realizzare l’intersezione con la Statale 411 ampliando l’attuale sede stradale e inserendo una corsia centrale larga 3,25 metri e lunga circa 200 metri, utilizzata come corsia di accumulo e di accelerazione
per le svolte a sinistra. Lo svincolo con la strada provinciale Subiaco–Cervara, infine si caratterizza come un classico innesto a T con precedenza ai flussi di traffico della nuova Tangenziale – Cervara e stop ai veicoli provenienti da Subiaco.
Gli svincoli sono completi di isole spartitraffico laterali e centrale, impianto di illuminazione e segnaletica adeguata.
SUBIACO- Decongestionare il centro storico di Subiaco, unico snodo dei flussi di traffico automobilistico diretti verso Monte Livata, Fiuggi e Roma. Questo l’obiettivo del progetto della tangenziale, ideato per realizzare un collegamento trasversale tra la S.S. 411 “Sublacense” a valle e la strada Subiaco-Cervara a monte. La sezione della nuova strada, conforme ai requisiti previsti [...]
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- 31 luglio 2012
- Cronaca, Lazio - Est, Politica
- Redazione
FESTA DEL VINO DEI COLLI DEL TEVERE, AL VIA LA VENTINOVESIMA EDIZIONE
CASTIGLIONE IN TEVERINA (VT)Per il ventinovesimo anno Castiglione in Teverina si prepara a celebrare il prodotto che identifica da sempre il suo territorio: il vino. Dal 1° al 5 agosto il centro storico ospita la Festa del Vino dei Colli del Tevere, con un intenso programma di degustazioni, spettacoli, mostre, incontri e manifestazioni folkloristiche. Gli appuntamenti inizieranno ogni giorno alle ore 18, mentre nella giornata conclusiva di domenica 5 agosto si inizierà alle ore 12. L’evento è promosso e sostenuto da Pro Loco e Comune di Castiglione in Teverina, Consorzio Teverina, Strada del Vino della Teverina e Provincia di Viterbo – Assessorato all’Agricoltura ed è inserito nel cartellone delle Feste del Vino della Tuscia della Camera di Commercio di Viterbo.
Il rapporto tra il vino e il territorio della Teverina affonda le sue radici nella civiltà degli etruschi e vede oggi alcune produzioni vinicole ai vertici delle classifiche nazionali. Sono molteplici le testimonianze e gli aneddoti che nel corso dei secoli costellano questo legame, oggi raccolti e allestiti all’interno del Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, ospitato nelle storiche cantine Vaselli. La Festa del Vino dei Colli del Tevere è dunque l’occasione ideale per conoscere le aziende vitivinicole e scoprire le loro cantine. In questi cinque giorni a Castiglione si potranno degustare i vini abbinati alle tipicità gastronomiche, con la guida di esperti sommelier nazionali.
“Nelle vie, nelle piazze e nelle taverne del nostro borgo – dichiarano il sindaco di Castiglione in Teverina Mirco Luzi e il presidente della Pro Loco Leonardo Zannini – si potrà degustare il nostro vino e i nostri prodotti della tradizione contadina, ascoltare musica, ballare e socializzare in un’atmosfera di grande allegria e fratellanza. Nel ringraziare sin da ora tutti coloro che che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione, auguriamo a tutti buon divertimento, permettendoci di fare una raccomandazione soprattutto ai giovani: se guidate non bevete, se bevete non guidate”.
CASTIGLIONE IN TEVERINA (VT)Per il ventinovesimo anno Castiglione in Teverina si prepara a celebrare il prodotto che identifica da sempre il suo territorio: il vino. Dal 1° al 5 agosto il centro storico ospita la Festa del Vino dei Colli del Tevere, con un intenso programma di degustazioni, spettacoli, mostre, incontri e manifestazioni folkloristiche. Gli [...]
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- 30 luglio 2012
- Cultura, Lazio - Ovest, Spettacolo
- Redazione
XX campagna di scavo sull’ Amerina

FABRICA DI ROMA- Un’ estate ricca di iniziative quella di Fabrica di Roma. Ce n’è veramente per tutti i gusti, dalla musica di vari generi, alle sagre, allo sport. In un clima di grande fermento come questo, non poteva mancare un po’ di attenzione nei confronti della storia locale e dell’archeologia grazie al Gruppo Archeologico Romano di Roma che curerà la XX Campagna archeologica con il campo estivo di Falerii-Via Amerina. Come ogni anno, la campagna si svolgerà con due turni di scavo e di ricerca: il primo dal 23 Luglio al 5 Agosto, si occuperà principalmente del tratto di strada romana e della necropoli che sorge a Sud di Falerii Novi in territorio di Fabrica; il secondo dal 6 al 19 Agosto, si svolgerà nel paese di Corchiano in un’ area di alto interesse archeologico. Le attività in programma sono aperte a tutti coloro che, esperti e non, vogliono fare un’ esperienza di scavo.
L’attenzione di questa Amministrazione verso il patrimonio artistico e culturale di Fabrica, è sempre maggiore, tanto che, per volontà di Sigismondo Sciarrini, cons. delegato ai beni archeologici, da circa un mese è stata fondata una sezione locale del GAR, composta da giovani appassionati ed esperti del settore. L’intento principale di Archeofalisco, questo è il nome della nuova sezione, è quello di valorizzare e promuovere il territorio dell’ Agro Falisco, troppo spesso trascurato dai circuiti turistici tradizionali, attraverso ricerche, visite guidate e tanto altro ancora.
Per info sul campo estivo di Falerii-Via Amerina si può contattare il responsabile di campo all’indirizzo amerina@gruppoarcheologico.it.
Per info e contatti sulla sez. Archeofalisco rivolgersi all’ ufficio cultura del comune di Fabrica (0761569001 – cultura@comune.fabricadiroma.vt.it) oppure archeofalisco.blogspot.it; www.facebook.com/archeofalisco.fdr
FABRICA DI ROMA- Un’ estate ricca di iniziative quella di Fabrica di Roma. Ce n’è veramente per tutti i gusti, dalla musica di vari generi, alle sagre, allo sport. In un clima di grande fermento come questo, non poteva mancare un po’ di attenzione nei confronti della storia locale e dell’archeologia grazie al Gruppo Archeologico [...]
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- 30 luglio 2012
- Cultura, Lazio - Ovest
- Redazione
Mecenatismo, fiore rarissimo in Ciociaria
FROSINONE- Che in certe contrade non abbia trovato il terreno idoneo per attecchire, ancora: il mecenatismo, cioè quei personaggi o sodalizi che, di propria tasca, si preoccupano e godono che gli altri, la comunità dei cittadini, abbia di che gratificarsi e di che trovar piacere nell’osservazione e nella contemplazione di un’opera d’arte o nel compimento di studi e ricerche artistiche o di altre iniziative artistiche, sempre e solo a vantaggio della collettività. Basti rammentare che in alcuni paesi al di là delle Alpi e anche dell’Oceano, tutti se non la maggior parte dei musei e istituzioni artistiche e culturali hanno avuto, come regola, quale fulcro iniziale, il lascito e la donazione da parte di un mecenate. Anche in Italia in certe regioni. Ma qui nella terra di Ciociaria, e penso a Frosinone e provincia, tale fiore non trova il suo humus. Cioè, fino ad oggi, non esiste la possibilità non dico l’abitudine, che un cittadino lasci o leghi un’opera d’arte ad una struttura pubblica a godimento dei cittadini. Anche perché, somma onta, la struttura pubblica per accogliere un’opera d’arte non esiste!
Ed ecco le belle notizie: si è costituito già da tempo un piccolo nucleo di ciociari frusinati che si è proposto di intervenire a proprie spese al restauro di quel capolavoro di scultura di Amleto Cataldi che si chiama ‘Fontana della Ciociara’ e che si leva davanti alla Casina Valadier sul Pincio a Roma, nel posto più suggestivo di Roma antica. Hanno preso tutti i contatti con la Sovraintendenza Romana competente, sono stati fatti i rilievi scientifici iniziali e redatto il preventivo di spesa che prevede anche il restauro del dito medio sinistro mancante che un qualche bipede malato di mente ha spezzato anni addietro. Anzi in merito invitiamo qualche mecenate potenziale che volesse partecipare alla iniziativa, di farsi parte attiva. E quindi quanto prima, restando l’entusiasmo sempre attivo, si procederà all’inizio dell’opera.
L’altra bella notizia è di un altro comitato che si è da tempo costituito per ottenere, di concerto possibilmente col Comune di Frosinone e di Morolo, che quella eccezionale scultura di Ernesto Biondi nota come i ‘Saturnali’ che da oltre settanta anni è chiusa e interdetta al pubblico nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, venga affidata ai Ciociari frusinati e collocata, per esempio, nel parco della Villa Comunale di Frosinone. In merito va fatto presente che tale entusiasmo è diventato contagioso: infatti si è costituito un altro comitato che intende portare i ‘Saturnali’ a Cassino, nel parco della città: Cassino è pur sempre la Porta del Sud della Ciociaria. Vedremo chi avrà la meglio in questa felice competizione, che ci dobbiamo augurare venga conclusa al più presto. Infatti nel Giardino Botanico di Buenos Aires, immerso nel verde, si trova il secondo esemplare de i ‘Saturnali’ con sommo piacere degli argentini. Noi invece l’abbiamo relegata e chiusa da oltre mezzo secolo!
Dopo aver fatto presente che di opere di Amleto Cataldi sparse in tutta Roma, al Pincio, al Quirinale, al Senato, alla Sapienza, nei musei e in altri luoghi pubblici ve ne sono almeno quaranta, tempo addietro parlammo di un mecenate che aveva provveduto di propria tasca al restauro dei gruppi di atleti maestosi al Villaggio Olimpico. E vogliamo illustrare da vicino l’episodio altamente stimolante.
La Signora Eugenia Matteucci, moglie del Senatore Gen. Luigi Ramponi, era una appassionata cultrice e conoscitrice delle opere di Amleto Cataldi e in particolare amava e apprezzava i quattro giganteschi gruppi di atleti che si levano negli spazi del Villaggio Olimpico. Ho avuto il piacere di leggere le sue osservazioni e commenti su questi gruppi e quanto mi ha molto colpito sono state le osservazioni in merito alle posizioni e posture degli atleti (lottatori, pugili, podisti, calciatori) che tutte evidenziavano e rimarcavano l’assoluta compostezza e civiltà e dei comportamenti e dei gesti, improntati al rispetto completo delle regole e dei canoni sportivi: i gomiti, osservava la signora Ramponi, non servivano a colpire l’avversario, ma venivano tenuti bassi lungo il corpo!
Visto lo stato di abbandono in cui versavano le opere, si era interessata vivacemente a sollecitarne il restauro dagli organi responsabili. Dopo una serie prolungata di incontri, spesso assai frustranti, dal momento che per quanto riguarda la responsabilità e la manutenzione delle opere d’arte, incidono un numero elevato di enti diversi, ottenne che venisse effettuato il restauro di uno dei quattro gruppi cioè quello dei Lottatori in via Unione Sovietica.
Purtroppo successivamente la Signora Eugenia passò a miglior vita.
Ora il Senatore Ramponi, in memoria della diletta moglie, ha voluto proseguirne di tasca propria l’opera iniziata, procedendo dunque al restauro degli altri tre gruppi di concerto con gli uffici competenti. Operazione che si è conclusa felicemente in queste ultime settimane. Ora, restaurati e ripatinati, i gruppi di atleti di Amleto Cataldi si stagliano di nuovo possenti nel cielo di Roma, grazie a questo puro e raro episodio di mecenatismo, a godimento e contemplazione dei visitatori e degli abitanti. Si trovi il tempo e il piacere di recarsi ad ammirarli.
DI Michele Santulli
FROSINONE- Che in certe contrade non abbia trovato il terreno idoneo per attecchire, ancora: il mecenatismo, cioè quei personaggi o sodalizi che, di propria tasca, si preoccupano e godono che gli altri, la comunità dei cittadini, abbia di che gratificarsi e di che trovar piacere nell’osservazione e nella contemplazione di un’opera d’arte o nel compimento [...]
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- 29 luglio 2012
- Cronaca, Cultura, Lazio - Est, Lazio - Sud, Roma Centro
- Redazione
Mentana- Fonte Nuova: convenzione cimitero ok!

MENTANA/FONTE NUOVA- Finalmente tra i Comuni di Mentana e Fonte Nuova sono stati definiti i dettagli della convenzione per l’utilizzo, da parte della più giovane tra le due cittadine, dei cimiteri. Ancora qualche problema invece per quanto riguarda l’altra convenzione, strettamente legata a quella sui cimiteri, per l’utilizzo dell’impianto sportivo “XII Apostoli” ad appannaggio però di Mentana. Il problema in questo senso sarebbe legato al fatto che lo stadio, in località Selva dei Cavalieri a Fonte Nuova, così come il vicino terreno dove sorge manufatto “ex consorzio agricolo”, non figurano nell’elenco dei beni patrimoniali divisi recentemente dalla Regione tra i due Comuni. Questo perché i terreni in cui sono ubicate le dette strutture erano stati classificati “ad uso civico”. I due Comuni dovranno quindi prima modificare questa situazione e poi procedere per la convenzione.
Per quanto riguarda invece i cimiteri di Mentana centro e della frazione di Castelchiodato, dopo un mese di riunioni, tutto è stato definito. Fonte Nuova, in attesa di individuare un terreno e di costruirvi un cimitero proprio, potrà seppellire i suoi defunti a Mentana per i prossimi sette anni, pagando solo il 10% in più di tassa rispetto ai residenti mentanesi. Cambia completamente invece la divisione del personale: Fonte Nuova fornirà un impiegato per il settore cimiteriale e due operai-custodi, di cui uno lavorerà part-time. Mentana continuerà a fornire invece un operaio-custode a tempo pieno.
Prevista la realizzazione di 400 nuovi loculi programmati nel cimitero centrale, tra cui 190 sono già stati inseriti nel piano delle opere pubbliche di quest’anno, in attesa di essere approvato insieme al nuovo bilancio dal Consiglio di Mentana. Questo eviterà che i defunti di Fonte Nuova siano seppelliti nel più lontano cimitero di Castelchiodato, dove attualmente, per mancanza di posti a Mentana, trovano posto soprattutto le salme provenienti dalla frazione di Santa Lucia.
MENTANA/FONTE NUOVA- Finalmente tra i Comuni di Mentana e Fonte Nuova sono stati definiti i dettagli della convenzione per l’utilizzo, da parte della più giovane tra le due cittadine, dei cimiteri. Ancora qualche problema invece per quanto riguarda l’altra convenzione, strettamente legata a quella sui cimiteri, per l’utilizzo dell’impianto sportivo “XII Apostoli” ad appannaggio però [...]
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- 28 luglio 2012
- Cronaca, Nord - Est, Politica
- Redazione
